Fuori posto.

Sono sempre stato fuori posto, è un dato di fatto.

Fuori posto come uno scarafaggio sopra un letto intonso coperto da splendide lenzuola bianche ricamate.

Una macchia, una macchia nera che cerca altro nero in uno sterminato candore.

Non mi va questo mondo, non l’ho mai capito, la sua logica crudeltà e la spietata normalità mi ha sempre tolto il fiato. Giorni, mesi ed anni uguali a se stessi persi nel meccanismo della logica del sistema.

Più lo penso e più vedo i bordi delle lenzuola allontanarsi, quel candore diviene menzogna entro la quale il mio punto nero non ha alcun senso.

Avrei voluto nascere fra migliaia di anni, vedere oltre i limiti del mio ottuso intelletto, avrei dovuto nascere quando le stelle sarebbero state vicine.

Sono fuori posto, per mio difetto e per ignoranza, si deve accettare il candore e l’assimilazione altrimenti il tuo punto sarà sempre un neo su una distesa di candore.

Vorrei aver detto cose che non so concepire, vorrei vedere cose che non posso vedere, vorrei correre dove non so e dove non mi è concesso correre.

Il mondo è meraviglioso, semplicemente, ma non è il mio posto. 

Anonimo come milioni,miliardi di anonimi, così come la foglia di un albero qualunque di un posto qualunque.

Non faccio male, non genero dolore, ne stupore, né meraviglia, né interesse, né genio; sono la foglia dell’albero, il tutto è somma di parti infinitesime. 

Non voglio essere la parte infinitesima di niente, vorrei solo che il mio mondo non fosse questo.

Io sono fuori posto e lo sarò per sempre.  

2 pensieri riguardo “Fuori posto.

  1. Sai che sono belle parole anche se descrivono una sensazione non del tutto piacevole? E’ come se tu, ne prendessi coscienza e lo accettassi come un dato di fatto, il sentirti ‘fuori posto’. Anch’io spesso mi sento così ma non lo accetto con così tanta serenità. Queste sono state le mie sensazioni nel leggere questo post

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    1. Ciao. Si, è vero, non è piacevole.
      Ne ho preso coscienza piena e lo accetto senza riserve. Non la vivo come una sconfitta, ma come una specie di rivolta mia, solo intellettiva. Non mi va più di combattere. L’ho fatto da tutta la vita e ora basta.

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